Flotte aziendali e sfide logistiche: perché oggi il vero problema non è muovere le auto, ma condividere le informazioni

Carvoilà ha partecipato all’edizione 2026 dell’Automotive Dealer Day, e durante i tre giorni della manifestazione abbiamo incontrato centinaia di professionisti del mondo automotive: dealer, fleet manager, operatori della logistica, società di noleggio e protagonisti dell’intera filiera. Un’occasione preziosa per confrontarsi sulle trasformazioni che stanno ridefinendo il settore e sulle nuove esigenze di un mercato sempre più orientato all’efficienza, alla digitalizzazione e all’esperienza del cliente.

Tra i momenti più significativi dell’evento c’è stato il workshop organizzato da Carvoilà: “Come cambiano le sfide logistiche quando il cliente è una flotta aziendale?”

Un confronto aperto e concreto che ha coinvolto alcuni dei principali rappresentanti della filiera automotive: Mattia Comelli (Head of FVL Business Development, CEVA Logistics), Michele Crisci (Presidente, Volvo Car Italia), Lorenzo Fellin (Vehicle Operations Manager, Ayvens Italia) e Luca Verri (Coordinatore Sviluppo Logistica e Trasporti, Autotorino). A moderare l’incontro è stata Francesca Vidali, CEO e co-fondatrice Carvoilà.

Un tema è emerso con forza durante il dibattito: oggi la vera sfida non è più soltanto movimentare i veicoli, ma garantire che le informazioni viaggino con la stessa velocità delle auto.

La logistica automotive funziona. L’informazione molto meno.

L’industria automobilistica sa movimentare i veicoli. Costruttori, operatori logistici, dealer e società di noleggio hanno sviluppato negli anni processi sempre più efficienti per gestire trasporti, preparazioni e consegne. La logistica fisica, nella maggior parte dei casi, funziona.

Dove si trova esattamente un veicolo in un determinato momento? In quale stato del processo si trova? Quando arriverà realmente a destinazione? Chi possiede queste informazioni spesso le conosce, ma non sempre riesce a trasferirle agli altri attori della filiera con la stessa velocità con cui si muove il veicolo.

Un limite che oggi è diventato impossibile da ignorare, soprattutto nel mercato delle flotte aziendali.

Il cliente flotta ha cambiato le regole del gioco

Se un cliente privato attende la consegna della propria vettura può tollerare qualche giorno di incertezza. Per un fleet manager la situazione è completamente diversa.

Per questo motivo le aziende non chiedono semplicemente tempi di consegna rapidi. Chiedono visibilità.

Vogliono sapere dove si trova il veicolo, quali passaggi ha completato e quando sarà disponibile con il massimo livello di precisione possibile.

La pressione del mercato flotte sta quindi costringendo l’intera filiera a ripensare i propri modelli organizzativi e tecnologici.

Una sfida condivisa da tutta la filiera

Durante il confronto tra rappresentanti di costruttori, operatori logistici, dealer e società di noleggio è emerso un elemento comune: tutti stanno affrontando lo stesso problema, ma da prospettive diverse.

La necessità di migliorare la visibilità dei processi ha portato molte aziende a sviluppare soluzioni proprietarie, centralizzare attività precedentemente delegate o ridurre il numero di passaggi intermedi lungo la catena del valore.

L’obiettivo è sempre lo stesso: ottenere un controllo più preciso del flusso informativo.

Dealer sempre più digitali: il caso Autotorino

Per una realtà come Autotorino, che opera attraverso decine di sedi distribuite sul territorio e gestisce migliaia di trasferimenti interni ogni anno, la disponibilità delle informazioni rappresenta una componente essenziale dell’efficienza operativa.

L’esigenza non era semplicemente sapere quanti veicoli fossero disponibili, ma conoscere con precisione dove si trovasse ogni singola vettura in ogni momento del processo.

Una visibilità che consente di migliorare la pianificazione interna e offrire risposte più puntuali ai clienti.

Ayvens: meno intermediari, più controllo

Anche nel mondo del noleggio a lungo termine la gestione dell’informazione è diventata una leva strategica.

Le società di renting si trovano infatti nella posizione più delicata della filiera: ricevono i veicoli dai diversi fornitori e devono consegnarli ai clienti finali, assumendosi spesso la responsabilità dell’intera esperienza.

Per migliorare il controllo sui flussi, Ayvens ha scelto di internalizzare parte delle attività logistiche e ridurre il numero di soggetti coinvolti nel processo.

Una scelta che punta a diminuire la dispersione delle informazioni e a garantire una maggiore affidabilità nelle comunicazioni verso clienti e fleet manager.

CEVA Logistics: quando la tecnologia nasce sul campo

Chi gestisce fisicamente il veicolo vive quotidianamente le conseguenze di informazioni incomplete o tardive.

Gli operatori logistici si trovano spesso a dover assorbire inefficienze generate in altre fasi della filiera, adattando continuamente risorse e pianificazioni.

Per rispondere a questa complessità, CEVA Logistics ha investito nello sviluppo di strumenti tecnologici proprietari e di soluzioni verticali dedicate ai diversi segmenti del mercato automotive.

L’obiettivo è creare una maggiore integrazione tra attività operative e flussi informativi, riducendo le aree di incertezza che rallentano il processo logistico.

Volvo: centralizzare per semplificare

Anche i costruttori stanno rivedendo il proprio ruolo nella gestione delle flotte.

Volvo ha adottato un approccio basato sulla centralizzazione della gestione degli ordini e sulla standardizzazione di alcune fasi operative, con l’obiettivo di mantenere una maggiore visibilità lungo tutto il percorso che porta dalla configurazione del veicolo alla consegna finale.

Ridurre il numero di passaggi e aumentare il controllo diretto significa poter fornire informazioni più accurate e intervenire più rapidamente quando si verificano criticità.

Una strategia che riflette una tendenza sempre più diffusa nel settore.

Le nuove sfide: usato, elettrico e globalizzazione

Se la gestione delle informazioni rappresenta già oggi una priorità, il contesto di mercato sta aggiungendo ulteriori livelli di complessità.

La crescita del mercato dell’usato richiede processi logistici più articolati e standard qualitativi elevati.

L’espansione dei marchi asiatici e l’aumento delle importazioni via nave stanno allungando le catene di approvvigionamento e moltiplicando i punti di passaggio.

Tutti fenomeni che rendono ancora più importante la capacità di raccogliere, condividere e utilizzare informazioni affidabili lungo l’intera filiera.

La vera partita si gioca tra gli anelli della catena

L’insegnamento più importante che emerge dal confronto tra i diversi operatori è che la logistica automotive non può più essere considerata esclusivamente un tema operativo.

Oggi la competitività si misura sulla capacità di integrare processi, dati e persone.

Ogni azienda può ottimizzare il proprio segmento della filiera, ma il cliente finale continua a percepire il servizio come un unico processo. Non distingue dove finiscono le responsabilità del costruttore e iniziano quelle del trasportatore, del dealer o della società di noleggio.

Vuole semplicemente ricevere il veicolo nei tempi promessi, nelle condizioni attese e con informazioni precise durante tutto il percorso.

La prossima evoluzione della logistica automotive non passerà soltanto attraverso nuovi mezzi o nuove infrastrutture. Passerà soprattutto dalla capacità dell’intera filiera di far viaggiare le informazioni alla stessa velocità dei veicoli.